Nella mia stanza di terapia offro la possibilità, alle coppie che presentano un empasse, di elaborare insieme quello che sta succedendo nella loro relazione. Insieme ripercorriamo la storia della coppia cercando di recuperare gli elementi per cui i suoi membri si sono rispettivamente scelti, che cosa permetteva loro di stare in relazione e come mai oggi è difficile continuare a farlo.

Indipendentemente dal problema presentato, il dilemma della coppia è il ritenere necessario un cambiamento, ma il non riuscire a trovare gli strumenti per poterlo mettere in atto.

Essere innamorati è sentire di poter essere tutto quello che si è, ma anche molto di più, quello che potenzialmente potremmo diventare.

Devo molto
a quelli che non amo.
Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro.
La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.
Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro,
e questo l’amore non può darlo,
né riesce a toglierlo.
Non li aspetto
dalla porta alla finestra.
Paziente
quasi come una meridiana,
capisco
ciò che l’amore non capisce,
perdono
ciò che l’amore mai perdonerebbe.
Da un incontro a una lettera
passa non un’eternità,
ma solo qualche giorno o settimana.
I viaggi con loro vanno sempre bene,
i concerti sono ascoltati fino in fondo,
le cattedrali visitate,
i paesaggi nitidi.
E quando ci separano
sette monti e fiumi,
sono monti e fiumi
che trovi sui ogni atlante.
È merito loro
se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico,
con un orizzonte vero, perché mobile.
Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote.
“Non devo loro nulla” –
direbbe l’amore
sulla questione aperta.
[Wislawa Szymborska]

Che cos’è?

La terapia di coppia è una relazione a tre orientata alla revisione dell’esperienza di coppia attraverso la costruzione di alternative relazionali qualora tale esperienza sia andata incontro a un blocco. Il terapeuta prende in carico la relazione, non le singole persone.

Per questo, non si potranno avere contatti o consultazioni individuali e, se la terapia si interrompe o conclude, non si può prendere in terapia un solo membro della coppia. Lo scopo della terapia di coppia non è evitare una separazione, ma di costruire un’alternativa relazionale per le persone coinvolte, che non implichi necessariamente il mantenimento della relazione stessa.

Quando le persone chiedono una terapia di coppia?

Le persone chiedono una psicoterapia di coppia quando sia il continuare la relazione sia lo spezzarsi di essa potrebbero implicare malessere almeno per uno dei membri della coppia. Il dilemma, così si potrebbe chiamare, sta nel ritenere necessario un cambiamento e nel non riuscire a percorrerlo.

Situazioni di crisi

I problemi portati dalle coppie possono riguardare:

  • Rapporti con le famiglie d’origine
  • Educazione dei figli
  • Sessualità
  • Gestione dei soldi
  • Divisione delle mansioni domestiche
  • Vita sociale
  • Gestione del tempo libero
  • Relazioni extra-coniugali
  • Litigi, difficoltà comunicative, sentirsi incompresi, avere punti di vista inconciliabili
  • Lo scoprire che l’altro non soddisfa più alcuni bisogni importanti oppure il vedere un membro della coppia così cambiato tanto da non riconoscerlo più

Qual è il ruolo del terapeuta?

Il terapeuta favorisce la continua creazione di ipotesi e la ricerca di alternative interpretative plausibili al posto dei dati di fatto e della ricerca ragione/ torto con interventi del tipo: “Come potrebbe diventare questa relazione? È possibile immaginare altri modi di considerarla? Altri modi di stare insieme, di guardarsi, di muoversi? Quali sono le implicazioni per l’uno e per l’altro della possibilità di cambiare punto di vista? Cosa impedisce un cambiamento?”

Ciascuno dei due partner ha diritto di spiegare al terapeuta le sue ragioni e il suo modo di vedere i problemi. Nei primi incontri il terapeuta crea lo spazio per conoscere e elaborare il problema della coppia, inizia a co-costruire il clima di sostegno e di accettazione, legittimando costruzioni diverse del problema presentato. Successivamente il terapeuta invita ciascun membro della coppia a prendere in considerazione il punto di vista dell’altro e, anche se distante dal proprio, provarlo a considerare a partire dal tipo di persona che l’altro è. Ciascuno dei due partner ha la possibilità di ascoltare e riflettere sull’elaborazione e sulle strutture di significato dell’altro offrendo al partner che ascolta la possibilità di scoprire nuove prospettive.

Quando la coppia ha un disturbo?

Nella misura in cui, nella relazione con l’alto, uno dei due membri o entrambi vedessero come impercorribile sia la possibilità di vedere soddisfatti i propri bisogni sia la possibilità di interrompere la relazione, la coppia si troverà in un empasse. Se l’altro è costruito come “l’unico e il solo”, la fine della relazione di coppia viene costruita come non percorribile perché implicherebbe “un crollo della vita” oppure il crollo del tipo di persona che sento di essere grazie all’esistenza di questa relazione di coppia “perché ci sei tu con me”.

AUTRICE

FRANCESCA CARINI
FRANCESCA CARINIPsicologa, Psicoterapeuta, Professionista EMDR
  • Psicoterapeuta Costruttivista Ermeneutica specializzata presso il CESIPc di Padova, 2018
  • Professionista EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) primo e secondo livello, 2017
  • Laurea magistrale in Psicologia Clinica, 2012
  • Laurea triennale in Scienze Psicologiche, Cognitive e Psicobiologiche, 2010
  • Professore a Contratto di Psicologia Generale, Università degli Studi dell’Insubria di Varese
  • Consulente Amico Fragile Onlus assistenza psicologica per la tutela della donna vittima di violenza
  • Psicologa e Psicoterapeuta presso il reparto di Ginecologia dell’Ospedale del Ponte di Varese

STUDIO

  • +39 349 4409553

  • Via Lazio n.32, Varese
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