La Psicoterapia Costruttivista Ermeneutica (Chiari & Nuzzo, 2000, 2004) è il tentativo di elaborare la Psicoterapia dei Costrutti Personali proposta da George A. Kelly (1955).

Quali sono gli assunti di questo orientamento?

La TCP è una teoria della personalità che si basa sull’assunto filosofico dell’alternativismo costruttivo per cui “ogni interpretazione dell’universo è suscettibile di revisione o sostituzione”. Partendo dal presupposto che non c’è un’unica realtà, separata da chi la osserva, ma molteplici costruzioni e narrative legittimate nella loro diversità e suscettibili di continue revisioni, i concetti di “giusto/ sbagliato”, “vero/ falso” non sono più applicabili. Fare propria questa visione della conoscenza personale comporta un atteggiamento di rispetto e di accettazione per chi vede le cose in modo diverso da noi.

L’assunto dell’ approccio credulo – il considerare tutto ciò che il cliente racconta come la sua verità che il terapeuta rispetta anche quando non la condivide – e l’assunto dell’accettazione – la disponibilità a vedere il mondo con gli occhi dell’altro – , sono due aspetti che si manterranno per tutta la durata del percorso psicoterapeutico e rappresentano la via di accesso alla comprensione del cliente, atteggiamento lontano dalle logiche della descrizione e della spiegazione privilegiate invece nelle psicologie tradizionali.

Chi sono i clienti?

I clienti sono persone alla ricerca di nuovi significati e di nuove narrazioni, anziché “malati” da guarire o “pazienti” da correggere, non riducibili e classificabili in categorie diagnostiche predefinite, ma elaboratori di significato, esperti di sé stessi, che danno senso al mondo cercando di giocare ruoli significativi nelle loro relazioni. Il Costruttivismo Ermeneutico non parla di persone astratte, né di persone da modificare, ma persone capaci di costruire e ricostruire la propria vita.

Chi è il terapeuta?

Il terapeuta è una persona curiosa del modo in cui i propri clienti vedono il loro mondo che può essere ricostruito e rinarrato; è una persona più interessata a porsi delle domande piuttosto che a ricercare delle risposte.

In che cosa sono impegnati il cliente ed il terapeuta?

Il cliente ed il terapeuta potrebbero essere descritte come due soggetti impegnati a sperimentarsi, ad aprire nuove strade, proiettati nel futuro come forme in movimento. Nella psicoterapia dei costrutti personali e nella psicoterapia costruttivista-ermeneutica, è il cliente ad essere l’esperto in quanto creatore del proprio mondo di significati e lo psicoterapeuta, secondo una metafora di Kelly, agisce da “supervisore del programma di ricerca del cliente”, come farebbe un tutor nei confronti di uno studente ricercatore.

Come può essere definita la Psicoterapia?

Una metafora per descrivere la Psicoterapia è quella di un “viaggio all’insegna della collaborazione” (Chiari, 2016), in cui il terapeuta e il cliente sono “compagni di bordo” che “si imbarcano insieme nella stessa avventura” (Kelly, 1969), coerentemente con una idea della psicoterapia come di qualcosa che si fa con il cliente, non al cliente. La psicoterapia secondo la prospettiva costruttivista ermeneutica può essere definita come “un processo relazionale volto a favorire la riattivazione dell’esperienza attraverso una ricostruzione dell’identità narrativa del cliente” (Chiari, 2016).

Che cos’è un “disturbo”?

La «malattia» non è un’entità definibile secondo criteri esterni al sistema personale, come derivante da un errore da correggere nel modo di pensare o un comportamento da modificare; piuttosto il «disturbo» viene inteso come un arresto del processo di elaborazione del sistema stesso, come una sospensione dell’esperienza; una sospensione che è il risultato della scelta da parte della persona di non cambiare rispetto ad aspetti centrali della sua costruzione di sé e del mondo, nel momento in cui anticipa che un cambiamento potrebbe compromettere il mantenimento di un adattamento con l’ambiente: è come se la persona come scienziato scegliesse di non sottoporre a verifica un’ipotesi di ricerca perché l’esito della sperimentazione, sia nel caso di una convalida che in quello di una confutazione, sconvolgerebbe l’intera impalcatura teorica; la persona fa una scelta non validazionale, che comporta un arresto dell’esperienza in quell’area (Walker, 2002; Walker & Winter, 2005).

In che cosa consiste la guarigione?

La «guarigione» consiste quindi nella riacquisita possibilità da parte del sistema di operare ulteriori elaborazioni, di ricominciare a fare esperienza. Tale possibilità è favorita, in sede psicoterapeutica, dalla individuazione delle caratteristiche strutturali del sistema responsabili dell’arresto del suo sviluppo, e dall’impiego di tecniche – scelte sulla base delle dimensioni diagnostiche ritenute maggiormente implicate nel disturbo – atte a modificare tali caratteristiche e a permettere la ripresa di un movimento elaborativo da parte del cliente. È tale movimento che segna la «guarigione» indipendentemente dalla direzione che può prendere.

Qual è l’obiettivo della Psicoterapia Costruttivista Ermeneutica?

L’obiettivo della psicoterapia costruttivista ermeneutica non è quello dell’assunzione, da parte della persona, di un punto di vista «normativo» sulla realtà, ma quello della continua elaborazione di una realtà personale.

AUTRICE

FRANCESCA CARINI
FRANCESCA CARINIPsicologa, Psicoterapeuta, Professionista EMDR
  • Psicoterapeuta Costruttivista Ermeneutica specializzata presso il CESIPc di Padova, 2018
  • Professionista EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) primo e secondo livello, 2017
  • Laurea magistrale in Psicologia Clinica, 2012
  • Laurea triennale in Scienze Psicologiche, Cognitive e Psicobiologiche, 2010
  • Professore a Contratto di Psicologia Generale, Università degli Studi dell’Insubria di Varese
  • Consulente Amico Fragile Onlus assistenza psicologica per la tutela della donna vittima di violenza
  • Psicologa e Psicoterapeuta presso il reparto di Ginecologia dell’Ospedale del Ponte di Varese

STUDIO

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